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FIGC, Tavecchio: «Prima ripartiamo, poi serve la riforma»
L’ex presidente della FIGC si è espresso sulla possibile ripresa della Serie A e degli altri campionati italiani
Il calcio italiano è in crisi: i giorni passano ed ancora non si sa nulla sul futuro della Serie A e degli altri campionati.
Alle frequenze di TMW Radio, l’ex presidente della FIGC Tavecchio ha detto la sua: «Se chiudono il campionato non mantenendo gli impegni con la produzione dei diritti tv diventa un danno quasi irreparabile. Devono risolverlo in un modo o nell’altro. I diritti vengono pagati se le partite sono trasmesse e se non pagano è un dramma. La UEFA ha sospeso le coppe ma dice che i campionati vanno finiti, a meno di tragedie irrisolvibili. Tutti provano a nasconderlo, ma ad essere onesti è arrivato il momento di una riforma. Io tre anni fa dissi che la madre di tutte le battaglie è la riforma dei campionati. Non si può più pensare di avere più di 100 squadre professionistiche in Italia, solo l’Inghilterra ce le ha, ma hanno pure 3 miliardi di diritti tv, noi 1,5. Si ridurranno i professionisti, e poi bisognerà sostenere il movimento dilettantistico. Io parlavo di un numero magico: 18 di A, 18 di B, e due C da 18. Una settantina di squadre. Non abbiamo la capacità di avere più società, non ci sono risorse. E oggi avrei pure il dubbio sulle trentasei di Lega Pro. Bisogna puntare a finire, anche durante l’estate. Per la ripresa del calcio è imprescindibile finire i campionati, anche arrivando a agosto o settembre. Così mantieni gli introiti della Serie A».