2013

Klose: “Lazio, voglio giocare fino al 2016!”

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Non vede l’ora di tornare in campo Miroslav Klose, che potremmo rivedere in panchina contro l’Atalanta. Ha dovuto rinunciare anche alla chiamata in Nazionale l’attaccante della Lazio, che in Germania ha svelato di sentirsi in condizione di giocare ancora un paio di stagioni ad alti livelli: «Così come mi sento al momento, sicuramente posso giocare ancora uno o due anni. Tuttavia, questa sarà una decisione che maturerò anno per anno, mese per mese. Adesso vediamo come va questa stagione. Ho ancora un contratto fino al prossimo giugno. Poi ci sarà il campionato del mondo e vedremo quello che farò. La mia sarà indubbiamente una decisione molto spontanea», ha dichiarato il “Panzer” teutonico ai microfoni della tv tedesca NDR.

A proposito del suo trasferimento in biancoceleste, Klose ha spiegato: «L’intero pacchetto dell’offerta andava bene: la famiglia, la scuola tedesca per i figli, la lingua. E ancora: la sfida dell’Italia. Nel campionato italiano notoriamente si segna poco. Le difese lavorano sodo e sono molto forti. Segnare i miei gol e mettere alla prova le mie qualità anche nella Serie A è pure una sfida».

Lo stakanovista bomber ha poi svelato il segreto del suo successo: «Io non sono uno che si accontenta di quanto ha raggiunto. Voglio sempre qualcosa di nuovo. Le mie gambe sono a posto, come all’inizio della carriera. Tranne alcuni leggeri malanni, nella mia attività agonistica non ho mai patito infortuni gravi. Io sono davvero in ordine sotto il profilo del fisico. In tutti i test biofisici risulto sempre tra coloro che ottengono i migliori risultati. Questo mi dà conferme. Vivo come ho sempre vissuto: senza alcol, sono attento all’alimentazione e vado a letto presto. Queste sono state le mie regole fin dall’inizio perché ho sempre mirato a migliorarmi, a puntare in alto. Adesso che ho più di 30 anni, ho la soddisfazione di tenere il passo degli altri. Il che per me è veramente bello».

Spazio, ovviamente, alla Germania e alla voglia di vincere qualcosa con la sua Nazionale: «Il desiderio di conquistare un titolo è grande. Un paio di volte ho sfiorato il traguardo. Non ci sarebbe nulla di più bello che vincere un titolo con la Nazionale tedesca, che sia il campionato d’Europa oppure il campionato del mondo. Se si tiene conto di quale era la qualità della Nazionale ai miei inizi e di quale sia attualmente la qualità dei suoi giocatori, bisogna assolutamente dire che è stato compiuto un gigantesco passo avanti. Questa nuova generazione sta facendo crescere la Nazionale. Sono giovani già maturi tecnicamente che hanno una grande freschezza. Giocatori come Mario Goetze o Mesut Ozil mi fanno impazzire. La brillantezza e l’estro in fase realizzativa di Marco Reus e di Thomas Muller sono tali da non fare nascere preoccupazioni per il futuro del nostro calcio. Sono convinto che fra due, quattro o sei anni arriverà un titolo per la Nazionale tedesca. Questa è la conseguenza logica».

Klose appagato? Non se ne parla: «Se sono soddisfatto? Non direi mai soddisfatto. Diciamo piuttosto che molto raramente sono soddisfatto. Io cerco le sfide. Ho l’abitudine di fissarmi ogni anno degli obiettivi. Quando un obiettivo è stato o non è stato raggiunto, me ne pongo uno nuovo. Comunque, quando un obiettivo è stato centrato, quello successivo dovrà essere più alto. Numeri in Nazionale? Non lo avrei mai immaginato. Una cosa incredibile. Più di 100 partite in Nazionale. Un limite impensabile. Agli inizi mi dicevo che doveva succedere parecchio perché ciò potesse realizzarsi. Per la mia percentuale di realizzazione devo fare i complimenti ai compagni di squadra che ho avuto in tutti questi anni».

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