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Petrelli: «Che emozione contro l’Empoli. La Lazio può arrivare sesta, ecco perché»

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Petrelli: «Che emozione contro l’Empoli. La Lazio può arrivare sesta, ecco perché». Le parole dell’ex giocatore biancoceleste

Sergio Petrelli ha parlato della Lazio presente e passata ai microfoni di Tag24. Di seguito le sue parole:

PAROLE – «È stata una giornata magica, un’emozione forte, anche perché eravamo accompagnati da tutti i figli di chi purtroppo non c’è più. Pulici, Wilson, D’Amico e tutti gli altri sono sempre con noi e c’erano anche domenica. È stata davvero una bella occasione per poter festeggiare al massimo (…) Molti di coloro che ci chiedevano le foto e si sono avvicinati a noi, ci raccontavano che nel 74 non erano ancora nati, ma che hanno imparato ad amarci grazie ai racconti dei loro papà. La scena più o meno era sempre questa. È davvero una cosa incredibile. Non pensavo sinceramente che ci fosse tutta quella gente allo stadio ed è stata un’emozione unica.

Protagonista di quella Lazio? Io metto sullo stesso piano Frustalupi e Chinaglia perché erano due uomini unici e di classe. Giorgio sembrava un tontolone, ma era di un intelligenza incredibile e sapeva giocare a calcio. Mario invece era impressionante perché non era molto alto, ma intercettava tutte le traiettorie e i palloni che provavano a far filtrare gli avversari. Sapeva sempre dove posizionarsi, era il fulcro della nostra squadra. Era davvero sorprendente perché si muoveva sempre in anticipo, come se avesse il pensiero collegato all’avversario. È andato via dall’Inter perché era considerato vecchio, poi è venuto alla Lazio e ha vinto lo scudetto. E poi ancora ha fatto la differenza anche a Cesena e Pistoia. Era sempre all’altezza della situazione.

Lazio attuale? Avevo già seguito le partite precedenti e non mi erano piaciute particolarmente. Contro l’Empoli invece ho visto un po’ di grinta in più. Questa squadra non è male, ma vorrei vedere qualche italiano in più in campo. E pensare che la Lazio è una di quelle che ne ha di più (…) Sesto posto? Non sarebbe poi così impossibile, perché la Lazio che ho visto domenica è una squadra che gioca a calcio. In questo momento ha meno velocità e ha meno fuoriclasse di quelli che può avere la Roma, ma credo che sia più squadra. Questo almeno è quello che emerge dall’esterno. De Rossi, da quando è arrivato sulla panchina giallorossa, ha inanellato parecchi risultati consecutivi, ma aveva anche un calendario piuttosto semplice. Poi ha vinto il derby e quella è stata la partita fondamentale per loro. Adesso dai biancocelesti mi aspetto grande determinazione».

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